Progetto lettura: il filo di Arianna

Cristian è un ragazzo di dodici anni, all'apparenza come tanti altri, ma in realtà è tutt'altro.

Ha una mente diabolica, come tutti i bulli. E' tremendo, una vera macchina da guerra che ha mandato in crisi tanti psicologi che volevano solo ascoltarlo, per non parlare delle cattiverie che infligge ai ragazzini della sua scuola con cui quotidianamente se la prende per qualche euro ed una merenda.

Tutti i giorni si comporta come una sottospecie di re monarchico. Nei dieci minuti dell'intervallo, e non solo, lui esercita i tre poteri, ovvero, giudiziario, giudica le merende che gli vengono date, se accettate, vengono prese, se no, spiaccicate a terra. Poi applica il potere legislativo emanando leggi più ferree di quelle di un dittatore e impone " tasse", pagamenti giornalieri per la merenda. Infine il potere esecutivo, il più doloroso, perchè comprende "smutandamenti" e torture più che altro fisiche. Come dire: altro che bullo, è un dittatore.

Però un giorno Cristian, uscendo da scuola con il suo solito modo di camminare menefreghista e schifante del mondo, incontra una persona che si allontana insieme a lui e lo porta senza spiegazioni in un casale abbandonato quasi ipnotizzandolo. E lì incominciano le prove per l'ignaro, in questo caso, povero Cristian.

Una volta entrato trova davanti a sé un'ampia sala dove vede tanti cloni con in mano una piastra rovente a forma di banconota. Vorrebbe scappare, torna indietro, ma la porta è sbarrata, deve cercare un'altra via d'uscita. Non gli resta altro che attraversare la sala tra i cloni pronti a marchiarlo con le piastre roventi a forma di banconote. Si fa coraggio e...PPFFFF!! Il primo stampo sul braccio destro dove subito appare il nome dell'ultimo compagno a cui ha sottratto la paghetta. Ecco un altro marchio e poi un altro, tanti quanti i soldi che ha sottratto ai suoi compagni di scuola. Arriva finalmente in fondo alla sala e trova davanti a sé  molte porte, quale di esse lo condurrà all'uscita? Decide di varcare la terza, si ritrova in una stanza piena di libri dove una voce in sottofondo gli dice: "se di qui vuoi uscire, i quesiti devi eseguire". Smarrito Cristian pensa che è solo e che nessun compagno di classe gli può passare le risposte, come di solito avviene durante le verifiche in classe.

" Perché non ho mai studiato!? Ora devo cavarmela da solo".

Passano delle ore e Cristian rimpiange il tempo perso invece di studiare...alla  fine dopo tanto sforzo riesce a stento e con enormi difficoltà a risolvere i quesiti. Si apre la porta ed entra in una stanza dove per terra trova tante merendine, quelle che lui ha spiaccicato a terra perché ritenute poco gustose. Deve raccogliere tutte le briciole e mangiarle. Che mal di pancia! Forse era meglio farle mangiare tranquillamente ai suoi compagni. Con lo stomaco sottosopra e una grande nausea giunge su una scala.

" Che faccio?... Scendo?..."

Pensa, pensa e non sa decidersi il povero Cristian.

"Dove mi condurrà, riuscirò a trovare l'uscita?" Tentenna, non sa cosa fare, suda... trema... ha paura. 

All'improvviso qualcuno lo spinge e precipita giù " AIUTOOOOO!!! "

Precipita giù... giù...Una voce in sottofondo: " Cristian,... Cristian,...sono le sette...Svegliati ... è ora di andare a scuola."

Era stato tutto un sogno, o meglio un incubo. Che paura !!! Il povero Cristian apre gli occhi, si guarda intorno, il suo letto ... la sua camera ... i libri ... lo zaino da preparare...

"Meno male !!!... Sono a casa... devo sbrigarmi, è tardi , devo arrivare presto a scuola per ritirare le paghette dei ragazzini di classe prima ... Le paghette !!??? Oddio !!!!!... Le piastre a forma di banconote, ancora sento bruciare le braccia ... quanti stampi!!!"

Per la prima volta riflette in silenzio sul suo comportamento a scuola e ... piano piano prende consapevolezza della paura, dell'ansia, dell'imbarazzo che provano le sue vittime. Capisce che quello che fa, ovvero torturare i compagni per il gusto di farlo, è sbagliato.

Si vergogna e si pente.

Si alza, si prepara e si avvia verso la scuola con un altro modo di fare.

E' un altro Cristian, disponibile, educato e rispettoso dei compagni, i quali non credono ai loro occhi, ma sono felici e sollevati.

 

                                                                               classe II sez. C

                                                                                      Scuola Secondaria Morcone