Progetto lettura: il filo di Arianna

Mancano pochi giorni al Natale, in paese si vive un’atmosfera di attesa per la grande festa; una miriade di luci addobba il viale principale, nella piazza hanno già allestito un grande albero tutto addobbato e stanno preparando un meraviglioso  presepe.

Gaspare, di buon mattino, va a ringraziare la negoziante per il cibo che ha ricevuto in dono e, poiché ha apprezzato il gesto, le porta un rametto di vischio.

Il paese è invaso dalla gente che si prepara a festeggiare; un allegro andirivieni popola  il mercatino, allestito sul viale; una dolce armonia contribuisce a rendere magico questo momento di festa e di amore.

Eppure  Gaspare avverte più che mai un senso di solitudine e di abbandono. E’  circondato da tante  persone, tutte  indaffarate a fare acquisti che non si fermano un attimo, che  non riflettono su se stesse, su chi le circonda e non notano un mendico che gironzola senza meta, in cerca di un volto o di una parola  amica .

Lui è affascinato da tutte le lucine colorate e dal maestoso albero addobbato, ma si sente solo e tagliato fuori dal mondo poiché da anni festeggia il Natale nella sua misera baracca, in completa solitudineQuello sfarzo e quell’abbondanza non gli appartengono poichè ha sempre condotto una vita semplice e modesta, ma ricca di buoni sentimenti e di riservatezza.

Così, assorto in questi pensieri, Gaspare  si dirige verso il deposito delle bombole per il suo solito lavoro, pensando di recuperare un po’ di soldi da poter spendere per un nuovo cappotto poiché quello che ora indossa  è ormai logoro e consumato e non riesce più a proteggerlo dal freddo.

Si avvia a fare la sua prima consegna scambiando quattro chiacchiere con le persone che incontra, poi continua la sua giornata lavorativa fino a tardo pomeriggio. Infine Gaspare, con pochi spiccioli in tasca, ritorna nella sua baracca, accende il fuoco per riscaldarsi e finisce di mangiare il cibo che la negoziante gli ha regalato il giorno prima, poi si stende sul suo giaciglio di felci e si addormenta.

È ormai notte fonda quando all’ improvviso il cielo diventa bianco e carico di neve, si alza un vento forte che spazza via ogni cosa, grossi fiocchi iniziano a cadere e a  coprire tutto.

In poche ore un candido e spesso manto copre ogni cosa e, purtroppo… anche il debole tetto della baracca di Gaspare che, sotto il peso della neve, crolla in parte.

Il poveretto  inizia a sentire sempre più freddo, cerca disperatamente di proteggersi con le poche cose che ha a disposizione ma il gelo è intenso e la neve abbondante; rabbrividisce, le sue membra sembrano paralizzate e non riesce più a sopportare il gelo. Intanto giunge l’ alba di un giorno nuovo, di un giorno innevato e freddo ma con un cielo schiarito.

Gaspare vuole  aggiustare il tetto della sua baracca, decide così di andare da “Mingo” per chiedergli aiuto,  ma l’ amico non c’è e i vicini gli dicono che è andato a trascorrere le vacanze natalizie a casa del figlio a Milano.

Il vagabondo,  ritornato a casa, cerca di darsi da fare per sistemare al meglio il tetto, avverte tanto freddo nel corpo, ha mal di testa e si fa sentire  qualche colpo di tosse. Le sue mani sono livide e screpolate per il freddo e la neve supera gli scarponi, facendolo bagnare.

 Quella stessa mattina, i ragazzi della panchina, insieme ad Alì, il nuovo arrivato, decidono di andare a divertirsi sulla neve con lo slittino.

 Accanto alla baracca di Gaspare c’è un leggero pendio dove è facile scendere e così ci si recano,  salgono in coppia sullo slittino e via … inizia il divertimento!  Dopo aver affrontato, per diverse volte,  la discesa iniziano a  giocare a palle di neve e poi a stendersi sul candido tappeto per dar vita ad “angeli bianchi”.

Gaspare, continuando nel suo lavoro, sente le grida di gioia dei ragazzi e nella sua memoria affiora di nuovo un ricordo: da piccolo anche a lui piaceva la neve e l’ aspettava con ansia, soprattutto nel periodo natalizio, per divertirsi con “ Mingo” e con gli altri amici, non curandosi del freddo.

- Eh, sì! Prima ne faceva di neve ed era un vero divertimento – pensava tra sé Gaspare - Ora invece, è diventata un problema, un grande problema! -

Incantato dai giochi dei giovani si mette ad osservarli e non si accorge che il resto del tetto della sua baracca, instabile sotto l’eccessivo peso della neve, crolla e tanta neve gli cade addosso.

I ragazzi, lì vicino, sentono  un  rumore insieme al lamento del povero sciagurato.Tutti insieme si dirigono verso la baracca e lo riconoscono nel  vagabondo che li ha seguiti davanti  la scuola.

- Hai bisogno d’aiuto?  Chiamiamo subito qualcuno che ti possa aiutare!- dice la ragazza del gruppo

Gaspare, felice di vederli, annuisce e cerca di liberarsi dalla neve. Alì prova ad aiutarlo e gli dona la sua sciarpa.

Poi due di loro decidono di correre in paese per avvisare qualcuno. Nella piazza dove hanno costruito l’albero incontrano il vigile Paolo e lo avvisano dell’accaduto, poi pensano anche di avvisare i propri genitori per poter aiutare Gaspare.

Molti accorrono dal “pover’ uomo” e capiscono subito che ha bisogno di cure e di un luogo sicuro e caldo, così il parroco don Anselmo mette a disposizione un paio di stanze pulite e accoglienti, situate vicino alla parrocchia. Gaspare viene trasferito nel nuovo alloggio; nei giorni successivi viene curato, si può lavare e riscaldare. Molte persone, a turno, gli portano da mangiare e riempiono il suo frigo di provviste, i ragazzi invece gli portano qualche coperta, dei calzini di lana, un caldo maglione e un morbido cappotto ormai dismesso da un papà troppo ingrassato.

E’ la vigilia di Natale, dalla finestra della sua nuova abitazione Gaspare  può osserva le persone che si recano alla messa di mezzanotte  e si scambiano gli auguri, poi stanco si stende sul letto e si addormenta. La mattina viene svegliato da  una dolce melodia che ripete: “ Astro del ciel pargol divin …” E’ Natale! Festa di amore e di bontà.

Di buon mattino Don Anselmo passa a fare gli auguri a Gaspare e dopo un po’ arrivano anche i quattro ragazzi  con un regalo.

Un grande pacco viene depositato davanti al portone dell’abitazione e quando Gaspare va ad aprire, i ragazzi urlano in coro:  “Buon Natale!” L’uomo  è sorpreso ed emozionato, apre il pacco e trova un televisore.

Commosso, ringrazia i ragazzi abbracciandoli uno ad uno.  Il suo cuore gli suggerisce che qualcosa sta cambiando nella sua vita, intorno a lui c’è anche della gente buona e altruista, che si accorge di chi ha bisogno di aiuto.

 - Ti farà compagnia nelle fredde serate invernali.- aggiunge Mattia, uno dei quattro giovani; un attimo dopo arriva anche il papà di Francesca, la ragazza del gruppo,  che aiuta  a sistemare il televisore,  intanto è quasi giunta l’ora di mangiare.

Le famiglie dei giovani si sono riunite ed  hanno preparato un pranzo da consumare tutti insieme,  con il parroco e Gaspare,  in una sala vicino alla parrocchia. Trascorrono  una serena e tranquilla giornata, ricca di emozioni e sorprese.

Queste ultime vicende, però,  fanno  riflettere Gaspare  e gli fanno  vedere sotto una luce diversa anche gli eventi che gli sono capitati:  nel mondo cattivo, caotico, spesso  spietato in cui  sembra vigere la legge del più forte, vive comunque anche il benefattore incontrato sulla sua strada; tra le tante persone indifferenti c’è stato chi ha adottato comportamenti diversi dagli altri; tra gli egoismi di chi pensava solo a sé stesso c’è stato anche chi spontaneamente è corso in suo aiuto.

Davanti a tanti rappresentanti del bene, Gaspare si sente quasi in colpa per aver mostrato scarsa fiducia verso il genere umano e per averci visto solo l’aspetto negativo.  Purtroppo anche il suo cuore è stato per molto tempo vittima del pericolo più grande: il pessimismo, che nasce dalla  sfiducia, dalla convinzione  che niente potrà cambiare.

Chi la pensa in questo modo finisce per chiudersi in se stesso, per isolarsi dagli altri, proprio come ha fatto lui, che si è estraniato dalla vita sociale; ora che ha riscoperto che la luce del bene può splendere attraverso piccoli gesti e  tra ragazzi semplici e spontanei, forse  il nostro vagabondo troverà la forza di... riaprirsi alla vita. 

Classe V sez B

Scuola Primaria Morcone