Progetto lettura: il filo di Arianna

 

La primavera ha ormai lasciato spazio all’estate.

   Le giornate sono lunghe e calde e il bosco mostra a Gaspare i suoi colori e i suoi suoni più belli: gli uccellini volano di qua e di là, sembrano giocare e rincorrersi; intanto, quelli che stanno sugli alberi, cantano così forte che sembrano fare un concerto; le foglie brillano di verde, un bellissimo verde e sono molto simili al mare quando è pulito e limpido.

   Già…il mare! A Gaspare viene una gran voglia di andare al mare con quel caldo! Ne ha sempre sentito parlare, ma non lo ha mai visto ed è molto curioso. E’ davvero giunto il momento di farci un salto!

   Ha saputo che durante l’estate, sulla strada principale del paese, passa ogni mattina un pullman che conduce le persone al mare a trascorrere una bella giornata sulla spiaggia.

   Una mattina Gaspare prepara con cura il suo tascapane e vi mette due fette di pane  e un po’ di formaggio – Mi basteranno fino a stasera!- pensa tra sé mentre richiude le fibbie.

   Si avvia lungo la stradina che conduce in fondo al paese e aspetta con pazienza il pullman; quando arriva sale, paga il biglietto con i pochi spiccioli che ha e si siede in un posto accanto al finestrino, molto emozionato di cominciare quel viaggio che lo porterà, anche se per un giorno solo, lontano dal suo bosco.

   Lungo la strada si sofferma con lo sguardo sul paesaggio che scorre attraverso il finestrino: la strada è piena di automobili che sfrecciano nelle varie direzioni, sulle collinette si vedono paesini che sembrano attaccati alle rocce e, addirittura, si passa su un lungo ponte costruito sopra un enorme lago artificiale! Che emozione per Gaspare…è tutto nuovo per lui!

   Giunto alla spiaggia più vicina Gaspare scende dal pullman e si incammina lentamente sulla battigia; tutti lo guardano in modo strano…forse sarà per quel lungo cappotto verde militare, quel berretto e quegli scarponi che non toglie mai?!?! Beh…certo, non sono l’abbigliamento ideale per recarsi su una spiaggia in un’ afosa giornata d’estate! Ma a  Gaspare piacciono molto i suoi vestiti, sono la sua seconda pelle e non li toglierebbe mai…per niente al mondo!

 Mentre procede lentamente, attratto dal blu del cielo e del mare, dal grido dei gabbiani che volano bassi sull’acqua e dal rumore delle piccole onde che arrivano quasi a bagnargli i pesanti scarponi, viene colpito da una pallonata proprio sulla faccia; si gira di scatto e vede un gruppo di ragazzi che stanno disputando una partita di calcio proprio lì, in mezzo agli ombrelloni, incuranti delle persone desiderose di prendere un po’ di sole in pace.

   Gaspare prende il pallone, si avvicina ai ragazzi, glielo ridà e cerca di far capire loro che quello non è un atteggiamento corretto, che dovrebbero allontanarsi e giocare in un luogo più isolato, che bisogna rispettare il prossimo e non essere maleducati. I ragazzi, però, cominciano a deriderlo chiamandolo “vecchio straccione” ed uno, addirittura, gli tira di proposito un’altra pallonata sulla testa.

  Gaspare è umiliato e dispiaciuto da quel comportamento e si allontana, sempre più incurvato, sotto il suo pesante cappotto militare.

 Tra quei ragazzi, però, ce n’è uno che è rimasto molto colpito dagli occhi sinceri di Gaspare e dai suoi modi gentili… e si sente in colpa per quello che è successo…. Allora, correndo, lo raggiunge lungo la riva e, prendendogli la mano, gli chiede scusa e lo invita a giocare a pallone con loro.

   Gaspare accetta volentieri e comunica ai ragazzi di avere un’idea: lontano dagli ombrelloni delimiteranno con delle cannucce un vero e proprio campetto di calcio, con le porte e l’area di rigore! Tutti insieme si danno da fare ed il campetto è presto fatto!

   Mangiano un panino tutti insieme e bevono qualche bibita fresca e poi…via! Che la partita abbia inizio! E’ davvero un gran divertimento con Gaspare che fa l’arbitro! I ragazzi hanno imparato la lezione ed hanno capito che…rispettando le regole tutto è più bello e non ci si sente in colpa!

   Nel tardo pomeriggio Gaspare saluta i ragazzi e decide di schiacciare un pisolino perché è molto stanco. Raggiunge l’ombra di un pino marittimo, si sdraia e si addormenta col suo berretto tirato sulla faccia. Mentre dorme sogna di essere un supereroe che salva il mondo dall’inquinamento!!!

   Quando si sveglia si accorge che sta scendendo la sera. Si avvia verso la fermata del bus ma…ahimé…è già ripartito per il paese!

  Gaspare non sa proprio come fare…dove passerà la notte?

   Si siede su una sdraio pensieroso e triste… Il bagnino di quel lido, però, che per tutto il giorno ha osservato Gaspare, ha ammirato il suo comportamento di correttezza ed ha apprezzato la lezione che ha dato a quei ragazzi, si avvicina a lui, lo consola e si offre di ospitarlo per quella notte nel suo bungalow sulla spiaggia. Gli offre il suo letto e Gaspare, meravigliato, gli chiede: - Ma tu, dove dormirai? – Il ragazzo gli risponde: - Non preoccuparti, il letto per stanotte serve più a te che a me! Io dormirò nel sacco a pelo accanto a te e ti farò compagnia! –

   Gaspare si sdraia sul comodo letto ed è felice perché si è accorto che, in fondo, non tutti lo vedono come un poveraccio; ci sono anche persone che lo vedono come un bel tenerone che aiuta gli altri anche se, ad avere bisogno, molto spesso è proprio lui!

   Con questi pensieri nella testa cerca di addormentarsi e, attraverso la finestrella del bungalow, si mette a guardare il cielo stellato come fa ogni sera dalla sua capanna nel bosco…

  Le stelle brillano in cielo e si riflettono sul mare…ma non sono poi tanto diverse da quelle che ammira nel cielo sopra il suo amato bosco!

   Così si addormenta felice accanto al suo nuovo amico.

 

Classe IV sezione A

        Morcone Capoluogo