Il 29 maggio parte la  rassegna teatrale "Vernacolando".

L'iniziativa, giunta al IX anno di realizzazione, si svolgerà presso l'ex chiesa del SS. Salvatore di Morcone. In allegato il programma.


Il teatro costituisce uno strumento straordinario per la crescita e l'educazione dei ragazzi.

Il laboratorio teatrale nasce dalla constatazione che gli alunni non hanno tutti gli stessi ritmi di apprendimento e le stesse attitudini; esso, valorizzando le molteplici intelligenze del bambino, diminuisce il divario esistente tra gli allievi con capacità diverse, favorendo gli aspetti emotivi, relazionali e comunicativi, fondamentali per lo sviluppo globale della personalità, diversamente dalle discipline scolastiche che, talvolta, esaltando le conoscenze e le abilità acquisite individualmente.

L’attività teatrale, inoltre, può aiutare i discenti a comprendere meglio anche alcuni aspetti della realtà che sovente appare ai nostri occhi piatta, confusa, contraddittoria, isolando i significati esistenziali più veri. Portare sulla scena un personaggio significa analizzare i comportamenti umani e le forze ad essi sottese, ossia penetrare nell’animo e comprenderlo.

L’obiettivo del fare teatro a scuola non consiste nel creare futuri attori, ma nell’educare i ragazzi a superare incertezze e paure, dare fiducia, stimolare lo spirito critico, maturare il senso di responsabilità e di collaborazione.

Facendo teatro a scuola si stimola la sensibilità a sentirsi corresponsabili della qualità del prodotto finale e si educa alla coralità. Chi scrive ha per il teatro una grande passione, considerandolo nutrimento della testa e rifugio dell’anima: “…se la logica ti porta da a a b, il teatro ti porta ovunque”.

Evviva dunque la fantasia, l’immaginazione, la creatività, l’emozionalità, l’empatia: evviva la vita, evviva il teatro che ne rappresenta le mille, variegate, tragico-comiche sfaccettature.

Ritengo che tale progetto corrisponda pienamente a questo mio sentire.Il laboratorio teatrale nasce dalla constatazione che gli alunni non hanno tutti gli stessi ritmi di apprendimento e le stesse attitudini; esso, valorizzando le molteplici intelligenze del bambino, diminuisce il divario esistente tra gli allievi con capacità diverse, favorendo gli aspetti emotivi, relazionali e comunicativi, fondamentali per lo sviluppo globale della personalità, diversamente dalle discipline scolastiche che, talvolta, esaltando le conoscenze e le abilità acquisite individualmente.

L’attività teatrale, inoltre, può aiutare i discenti a comprendere meglio anche alcuni aspetti della realtà che sovente appare ai nostri occhi piatta, confusa, contraddittoria, isolando i significati esistenziali più veri. Portare sulla scena un personaggio significa analizzare i comportamenti umani e le forze ad essi sottese, ossia penetrare nell’animo e comprenderlo.

L’obiettivo del fare teatro a scuola non consiste nel creare futuri attori, ma nell’educare i ragazzi a superare incertezze e paure, dare fiducia, stimolare lo spirito critico, maturare il senso di responsabilità e di collaborazione.

Facendo teatro a scuola si stimola la sensibilità a sentirsi corresponsabili della qualità del prodotto finale e si educa alla coralità. Chi scrive ha per il teatro una grande passione, considerandolo nutrimento della testa e rifugio dell’anima: “…se la logica ti porta da a a b, il teatro ti porta ovunque”.

Evviva dunque la fantasia, l’immaginazione, la creatività, l’emozionalità, l’empatia: evviva la vita, evviva il teatro che ne rappresenta le mille, variegate, tragico-comiche sfaccettature.

Ritengo che tale progetto corrisponda pienamente a questo mio sentire.

                                                                                                   Il Dirigente Scolastico

                                                                                               Prof.ssa Leggieri Giovanna

<<Indicazioni strategiche per l'utilizzo didattico delle attività teatrali>>